UNA NOTTE DI SESSO

UNA NOTTE DI SESSO

una notte di sesso

- Le tv parlano di te. Ti dicono terrorista, uno che ammazza.

- Tv e giornali non danno le informazioni giuste. Raccontano solo quello che gli fa comodo per istruire i loro conterranei. Solo perché non possiedo le loro armi, i loro aerei ma solo la mia vita e porto la guerra tra loro, mi chiamano terrorista. Ma son loro i veri terroristi. Sai quanti innocenti hanno uccisi? Non c'è paragone.

- Vero. Ma dimmi ... Che hai fatto la notte prima del massacro?

- Oh ho pregustato il paradiso di Allah. Mi sono saziato di vino e di sesso. Mi sono scatenato.

- Chi era la vergine?

- Aspettavo il segnale. Dal mio giaciglio, tu lo sai, ormai tendo l'udito, e sto pronto a balzare. La vidi arrivare. Lei mi disse il suo nome, Miriam, e mi venne vicino. Si sedette accarezzandomi i capelli. Era seminuda, anche lei veniva dal mare. So tutto di lei. Perché abbiamo parlato, parlato buona parte della notte. Le toccavo la mano.

- Che le hai detto? Che le hai chiesto?

- Che era la mia ultima notte. Che volevo sesso.

- E te lo ha concesso?

- Anche lei aveva molto sofferto. Anche lei era fuggita dai mercanti.

- La vedrai questa notte?  Racconta.

- Io dormivo, era notte fonda, ero stanco per la traversata. Mi risvegliai sotto la luna e la vidi. La vidi che mi guardava, piangeva. Io le dissi " straniera, piangerai per molto tempo ancora?"

- Tu chi sei? Da dove vieni? Stammi lontano.

- Vengo dal mare, come te. Perché piangi? Che ti è accaduto?

- Il bastardo ha tentato di uccidermi gettandomi in mare dal suo motoscafo. L'amavo.

- Cosi se n'è andato il tuo amato. Perché credi abbia voluto ucciderti?

- Non mi hai detto chi sei.

- Il mio nome non ha importanza alcuna. Anch'io, come te, sono solo.

- Anche te hanno piantato?

- Non si tratta di me. Hanno cercato di ucciderti. Perché?

- Mi sfruttava, voleva vendermi o forse, dopo avermi usata ancora una volta, uccidermi. Ma se vorrò uccidermi lo saprò fare da sola.

- Come hai fatto a scappare?

- Ho visto il suo sangue.

- Tu parli di cose terribili.

- Certo. Anche se sono solo una donna ho veduto, ho goduto, ho fatto molte cose.

- Se può giovarti, ti dirò, i potenti sanno di dover morire anche loro. Nei loro occhi c'è l'urlo e la morte.

- Tu sai cose terribili.

- Il tuo dolore non è nulla. Tu sei ancora viva e vuoi vivere. A me l'hanno uccisa.

- E perché vieni a dirmelo?

- Perché credi abbia avuto l'intenzione di ucciderti? Sei molto bella.

- Tu non lo conosci. Che intenzioni hai?

- Ecco, piangi. Cosi almeno è più facile. Parlare non serve.

- Già ho pianto tutte le lacrime.

- Non pensarci. Questa storia è finita. Sei viva.

- E tu?

- Io, non attendo più nulla. Lei non ritornerà.

- Che mi vuoi dire?

- Lei me l'hanno uccisa. E' morta. Non ritornerà. Ed anch'io ho pensato di voler morire.

- Hai molto sofferto?

- La vita continua. La notte è lunga e si è rivestita di stelle. Tu stai tremando. Hai freddo. Vienimi vicina.

- Perché sei venuto in questa terra di assassini?

- Non l'ho cercato l'occidente. Io vivevo felice ad oriente. Ho dovuto.  Non sapevo che l'occidente fosse cosi. Credevo che tutto finisse con l'ultimo viaggio. Che la miseria finisse. Che il sangue si placasse.

- Ora lo sai.

- Dovevo salvarmi.

- Dovevi?

- Non so. Sapevo soltanto che dovevo fuggire dalla mia terra.

- E' possibile questo? Lasciare la propria terra?

- Nel tempo, nella mia terra, vedevo arrivare e partire voi occidentali. Tu sembri diversa. Sembri una di noi.

- Anche tu non sembri un uomo come gli altri.

- No. Io sono stato condannato. Ero nato per vivere. Oggi devo morire. E non c'è più Allah nella mia vita.

- Certo, la vita ti è stata atroce.

- Domani morirò. Domattina vado a morire. Le vergini di Allah mi attendono.

- Che vuoi? Io non sono vergine. Io posso darti solo sesso, forse amore. Ho visto come mi guardi. Ti piaccio?

- Per te potrei ricominciare, rinunciare alla vendetta. Ti ho vista piangere. Anche tu come me fuggi dal potere. Anche tu vuoi cancellare un passato.

- Ti piaccio?

- Ti ho vista uscire dal mare. Mi piacciono i tuoi occhi, il tuo viso, i tuoi seni. Mi piace vederti camminare e vorrei toccarti, baciarti stringerti. Vorrei coricarmi, questa notte, con te. La tua maglietta, le tue mutandine  bagnate dal mare non nascondono nulla.

- Stammi lontano. Sono stanca di violenza. Stanca di essere dominata. Di essere merce di scambio. Ho ucciso per questo.

- Non temere non sei costretta a nulla. Non sono un animale. Tu sei uguale a me e vuoi vendetta.

- Che vuoi dire?

- Io la odio, mia moglie, che ha voluto morire. Ed ora voglio distruggere quello che l'amore ha costruito, il passato. E se tu vuoi sarai la mia complice, il mio unico amore.

- Ti ho detto di starmi lontano.

- Non posso tirare per le lunghe, farti la corte per giorni e giorni. Non ho tempo. Ma, da come mi guardi, penso che anche tu lo voglia.

- Non ti permetto di insultarmi in questo modo.

- No. Ti insulterei se non lo dicessi. Che la tua voce, la tua bellezza hanno suscitato in me il desiderio di te è evidente. Ma sta a te dire si.

- Ti prego, non continuare.

- Libera di andartene, ma se resti sappi che io ti voglio.

- Continua.

- Sei davvero desiderabile. Qualsiasi uomo dovrebbe aver voglia di penetrarti.

- Smettila.

- Guardami negli occhi ... vuoi?

- Si.

- Fui nudo in un attimo. Il sesso eretto. Vidi che si spogliava.   Le presi la mano e la portai sul mio sesso. Lei avvicinò la sua bocca.  Sei bella davvero. Mormorai. Voglio baciarti. Si allungò sulla sabbia. Le onde del mare le lambivano i piedi. Sentii il suo sapore. Alzati, le chiesi, voglio guardarti, voglio vedere ogni angolo della tua pelle. Era la mia terra che vedevo, terra illuminata dalla luna. Terra che aspettava la semina. Mi alzai, il sesso eretto. Il suo seno, il suo ventre, il sedere ...  il delirio.

- Aspettami. Tornerò.

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adriano53s@hotmail.com