RITORNA INDEX                    LOGICA RELATIVA             INDICE FILOSOFIA                       

La logica relativa si attua a tutte le conoscenze delle realtà immanenti all’uomo; la logica assoluta al pensiero puro come potenza possibile e a dio come unica realtà ontologica. Parlare allora di evoluzione se ne capisce anche il senso e la direzione.

L’uomo che si scopre autocoscienza di se e pensiero partecipa delle due dimensioni, ma ne è escluso per quanto riguarda la capacità ontologica.

Inutile parlare di corpo e materia, anima e corpo, ecc...l’uomo è innanzi tutto identità personale che “evolve” vive dentro lo spazio tempo alla ricerca del suo valore. L’uomo sarà eterno nel suo essere storia, non necessariamente infinito ed eterno, ma soltanto come possibilità.

Solo dio potrebbe dare questa certezza. Inutile trovare un valore dentro tutte le filosofie che portano all’annullamento dell’identità personale nirvana, spirito universale, brodo primordiale, contemplazione o quanto altro.

La difficoltà dell’uomo non è trovare prove logiche di Dio, ma di dimostrare di fare a meno di dio perché dio lui stesso. La logica dialettica o relativa depongono per il contrario.

La potenza del pensiero è enorme se può arrivare a dare la definizione perfetta dell’infinito: la definizione dell’identità di Dio.

Per quanto riguarda la libertà...l’uomo se creato dal nulla non sarà mai libero nel senso assoluto della parola. La sola libertà assoluta è creatrice dal nulla. Solo dio è libero. E’ solo suo il potere di decidere tra il bene ed il male.

Occorre a mio parere liberare la logica assoluta dagli errori che le derivano assolutizzando lo spazio tempo che sono le categorie basi della logica dialettica, logica relativa dell’essere in evoluzione.

Parlare della prima causa nei termini filosofici conosciuti è abbastanza inutile. Il concetto di causa è criticato e sembra pieno di falle. In fisica alla ricerca delle particelle più elementari si è arrivati alla scoperta che una particella esiste o non esiste e la si trova la dove vuole l’osservatore.

Se si vuole arrivare a sapere se dio è o non è , a mio parere, è necessario usare il metro di giudizio derivato dalla logica.

Credo comunque che la logica usata attualmente contenga un mare di errori dovuti al passaggio di dimensione tra una logica che si occupa del relativo ed una logica che si occupa dell’assoluto. Voglio dire che quando si parla dell’assoluto non si può usare la logica relativa e viceversa. Quello che hai letto è frutto del mio pensiero e non si trova su libri di testo. Per logica relativa intendo tutta la logica, anche la logica matematica, che ragiona in termini dialettici di spazio tempo e che ha come progetto la conoscenza dell’immanente.  

@clown

 SISTEMA METAFISICO
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AVVERTENZA METODOLOGICA
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Questo sistema impiega logica classica del secondo ordine, identità logica =L,
quantificatori tipizzati e operatori modali. Esso distingue rigorosamente il
livello del calcolo dal livello delle tesi metafisiche. Le definizioni fissano
l'uso dei termini; gli assiomi stipulano o assumono principi metafisici; i
bridge rendono espliciti passaggi non ottenibili dalla sola logica; i teoremi
espongono conseguenze dedotte dagli elementi precedenti.

La teoria non prova, mediante la sola logica, l'esistenza di g, l'esistenza del
mondo creato, la chiusura delle specie create, l'identità personale nella
risurrezione o la bipolarità escatologica. Questi sono assunti dichiarati.
La coerenza qui rivendicata è soltanto relativa: se il calcolo classico scelto
e gli assiomi metafisici sono congiuntamente soddisfacibili, allora il sistema
non genera contraddizioni per mera forma inferenziale. Non si afferma
completezza assoluta della logica del secondo ordine.

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PARTE I - DOMINIO, PERFEZIONI E FONDAZIONE
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1. IL DOMINIO DELL'ESSERE

Il reale non e' omogeneo. Vi e' un ente che non riceve l'essere e non dipende,
e vi sono enti che ricevono e dipendono. La distinzione tra assoluto e relativo
non divide l'identità logica: =L vale allo stesso modo per ogni ente. Divide
invece il modo ontologico della sussistenza e la direzione della dipendenza.

FORMALE

D1. CandidatoAssoluto(x) =def NOT Dep(x,_) AND Necessario(x).

A1. SortA =def {x | CandidatoAssoluto(x)}.

A2. Exists x CandidatoAssoluto(x).

A3. SortR =def {x | Dep(x,_)}.

A4. ForAll x (E(x) -> ((x in SortA) XOR (x in SortR))).

D2. E(x) =def E_w0(x).

A5. ForAll x (x in SortA -> M(x)=Aeternitas).

Commento. SortA e' inizialmente definito mediante proprietà, non mediante il
nome g. L'unicità di g verra' ottenuta solo dopo l'introduzione dei bridge
metafisici sulle perfezioni. A4 esclude che un ente esistente sia insieme
assoluto e relativo oppure resti fuori da entrambi i sort.

2. PERFEZIONI E DIFFERENZA

Una perfezione non è un qualunque predicato. Deve indicare una pienezza che
non limiti il soggetto, non dipenda da una relazione accidentale e non sia una
semplice privazione. L'assoluto possiede le perfezioni non ricevute;
la creatura le possiede, quando le possiede, in modo ricevuto e partecipato.

FORMALE

D3. Perfezione(P) =def Massimizzante(P) AND NOT Limitante(P) AND NOT Relazionale(P).

D4. Eminente(P,x) =def P(x) AND NOT Ricevuto(x,P).

D5. Partecipata(P,x) =def P(x) AND Ricevuto(x,P).

B1. ForAll x,y (x != y -> Exists P (P(x) AND NOT P(y))).

B2. ForAll P,x,y ((P(x) AND NOT P(y) AND CandidatoAssoluto(x) AND
    CandidatoAssoluto(y)) -> Perfezione(P)).

B3. ForAll P,x,y ((P(x) AND NOT P(y) AND Perfezione(P)) ->
    (Eminente(P,x) OR Partecipata(P,y) OR Manca(y,P))).

B4. ForAll P,y (Partecipata(P,y) -> Dep(y,P)).

B5. ForAll P,y ((Perfezione(P) AND Manca(y,P)) -> NOT CandidatoAssoluto(y)).

B6. ForAll P,y ((CandidatoAssoluto(y) AND Perfezione(P) AND P(y)) -> Eminente(P,y)).

Commento. B1 e' una forma di discernibilita'. B2 è il passaggio cruciale: non
ogni predicato distingue due candidati assoluti in modo metafisicamente
rilevante, ma il sistema stipula che una differenza reale tra candidati assoluti
sia espressa da una perfezione. B3-B6 escludono che tale differenza possa
appartenere a due assoluti senza introdurre dipendenza o mancanza. Questi bridge
non sono teoremi logici: sono il prezzo metafisico della dimostrazione di
unicità.

3. UNICITA' DELL'ASSOLUTO

L'assoluto è unico se due candidati assoluti non possono differire. Se
fossero distinti, B1 fornirebbe un predicato differenziante. B2 lo qualifica
come perfezione; B3 impone che tale perfezione sia ricevuta o manchi a uno dei
due. Nel primo caso sorge dipendenza; nel secondo manca l'assolutezza.

FORMALE

T1. ForAll x,y ((CandidatoAssoluto(x) AND CandidatoAssoluto(y)) -> x =L y).

DIMOSTRAZIONE DI T1

(1) CandidatoAssoluto(x) AND CandidatoAssoluto(y).           [ipotesi]
(2) x != y.                                                   [ipotesi per assurdo]
(3) Exists P (P(x) AND NOT P(y)).                             [2, B1]
(4) Sia P0: P0(x) AND NOT P0(y).                              [3, EI]
(5) Perfezione(P0).                                           [1,4, B2]
(6) Eminente(P0,x) OR Partecipata(P0,y) OR Manca(y,P0).       [4,5, B3]
(7) Partecipata(P0,y) -> Dep(y,P0).                           [B4]
(8) Manca(y,P0) -> NOT CandidatoAssoluto(y).                  [5, B5]
(9) Eminente(P0,x).                                           [1,4,5, B6]
(10) NOT Partecipata(P0,y).                                   [1,7; CandidatoAssoluto(y) implica NOT Dep(y,_)]
(11) NOT Manca(y,P0).                                         [1,8]
(12) Contraddizione con (6).                                  [6,9-11]
(13) x =L y.                                                  [2-12, RAA]
(14) ForAll x,y ((CandidatoAssoluto(x) AND CandidatoAssoluto(y)) -> x =L y). [UG]

Commento. La riga 10 usa D1: un candidato assoluto non dipende. Il teorema
non prova che esista un assoluto; A2 lo assume. T1 prova, dati B1-B6, che
l'assoluto eventualmente esistente non puo' essere plurale.

4. DESIGNAZIONE DI g E NON-CREABILITA'

Poiché' A2 assicura l'esistenza di un candidato assoluto e T1 ne stabilisce
l'unicità, si puo' introdurre il nome g per designarlo. g non è creato,
perche' creare fonda l'essere dell'altro e quindi rende il creato dipendente.

FORMALE

D6. g =def l'unico x tale che CandidatoAssoluto(x).

T2. ForAll x (x in SortA <-> x =L g).

DIMOSTRAZIONE DI T2

(1) Exists x CandidatoAssoluto(x).                            [A2]
(2) ForAll x,y ((CandidatoAssoluto(x) AND CandidatoAssoluto(y)) -> x =L y). [T1]
(3) g designa l'unico candidato assoluto.                     [D6,1,2]
(4) x in SortA <-> CandidatoAssoluto(x).                     [A1]
(5) x in SortA <-> x =L g.                                   [3,4]
(6) ForAll x (x in SortA <-> x =L g).                        [UG]

D7. Crea(x,y) =def Ground(x,y) AND ProduzioneExNihilo(x,y).

B7. ForAll x,y (Ground(x,y) -> Dep(y,x)).

T3. NOT Exists x Crea(x,g).

DIMOSTRAZIONE DI T3

(1) Supponi Exists x Crea(x,g).                               [ipotesi per assurdo]
(2) Sia a tale che Crea(a,g).                                 [1, EI]
(3) Ground(a,g).                                              [2, D7]
(4) Dep(g,a).                                                 [3, B7]
(5) CandidatoAssoluto(g).                                    [D6]
(6) NOT Dep(g,_).                                             [5, D1]
(7) Contraddizione.                                           [4,6]
(8) NOT Exists x Crea(x,g).                                   [1-7, RAA]

T4. NOT Exists x Crea(x,SortA).

Commento. T4 e' una formula abbreviata: se SortA e' un oggetto insiemistico,
la sua creazione e' una questione metateorica. Nel sistema, 'creare SortA'
significa creare il suo unico referente reale g; dunque T4 segue da T2 e T3.

5. FONDAZIONE, CREAZIONE E CAUSE SECONDE

Ogni ente relativo dipende. Il sistema postula che la dipendenza abbia un
fondamento ultimo in g. Ciò non esclude cause seconde: una creatura può
causare realmente un effetto, ma soltanto in un ordine gia' fondato da g.
La causalità secondaria non concorre con g come rivale: opera in un livello
dipendente e derivato.

FORMALE

D8. FondamentoUltimo(x,y) =def Ground(x,y) AND NOT Dep(x,_).

D9. ExNihilo(y) =def NOT Exists s CausaCreataPrima(s,y).

D10. CausaSecondaria(s,y) =def Dep(s,g) AND Dep(y,s) AND s != g.

A6. ForAll r (r in SortR -> Exists x FondamentoUltimo(x,r)).

A7. ForAll r (r in SortR -> FondamentoUltimo(g,r)).

A8. ForAll r (r in SortR -> ExNihilo(r)).

A9. ForAll r (r in SortR -> Crea(g,r)).

T5. ForAll r (r in SortR -> Dep(r,g)).

DIMOSTRAZIONE DI T5

(1) r in SortR.                                               [ipotesi]
(2) FondamentoUltimo(g,r).                                    [1, A7]
(3) Ground(g,r).                                              [2, D8]
(4) Dep(r,g).                                                 [3, B7]
(5) ForAll r (r in SortR -> Dep(r,g)).                        [1-4, UG]

T6. ForAll s,y (CausaSecondaria(s,y) -> Dep(s,g)).

DIMOSTRAZIONE DI T6

(1) CausaSecondaria(s,y).                                     [ipotesi]
(2) Dep(s,g) AND Dep(y,s) AND s != g.                         [1, D10]
(3) Dep(s,g).                                                 [2, semplificazione]
(4) ForAll s,y (CausaSecondaria(s,y) -> Dep(s,g)).            [1-3, UG]

Commento. T6 esprime la subordinazione della causalità seconda. Esso non
nega che s abbia efficacia causale su y; nega soltanto che s sia fondamento
ultimo, poiché' s dipende gia' da g.

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PARTE II - ATTO DI ESSERE, TEMPO, ANALOGIA E INTELLIGIBILITA'
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6. ESSENZA ED ESISTENZA

Nella creatura, l'essenza non coincide con l'esistenza. L'essenza e' la
struttura formale di ciò che l'ente puo' essere; l'esistenza è l'atto per
cui quell'ente è in atto. In g, invece, non vi è composizione tra un tipo
possibile e un atto ricevuto: essere e ciò che è coincidono.

FORMALE

D11. Essenza(x) =def StrutturaFormale(x).

D12. Esistenza(x) =def AttoConCui(x)E.

A10. ForAll r (r in SortR -> Essenza(r) != Esistenza(r)).

A11. ForAll a (a in SortA -> Essenza(a) = Esistenza(a)).

Commento. L'ineguaglianza in A10 e' categoriale: una versione tecnicamente
piu' rigorosa dovrebbe attribuire Essenza ed Esistenza a tipi differenti.
Essa esprime l'assenza di aseità nel relativo e la necessità della sua
ricezione dell'essere.

7. TEMPO, AETERNITAS E INFSUCC

Il tempo caratterizza il relativo nel mondo attuale. Esso non è un possesso
simultaneo della totalità della vita, ma una successione in cui ogni atto
rinvia a uno successivo. g non appartiene a tale successione: è Aeternitas,
cioè atto senza prima e dopo.

FORMALE

D13. Successione(r,n,w) =def Sussiste(r,n,w).

D14. InfSucc(r,w) =def ForAll n (Successione(r,n,w) -> Successione(r,n+1,w)).

D15. Aeternitas(x) =def M(x)=Aeternitas AND NOT Exists n Successione(x,n,_).

A12. ForAll r ((r in SortR AND E(r)) -> M(r,w0)=InfSucc).

A13. ForAll r ((r in SortR AND E(r)) -> NOT CompletaTotalita(Successione(r,.,w0))).

A14. ForAll a (a in SortA -> M(a)=Aeternitas).

T7. M(g)=Aeternitas.

DIMOSTRAZIONE DI T7

(1) g in SortA.                                               [T2]
(2) ForAll a (a in SortA -> M(a)=Aeternitas).                 [A14]
(3) M(g)=Aeternitas.                                          [1,2, UI]

8. ANALOGIA DELL'ENTE

La logica è univoca: una formula valida non cambia validità secondo il
soggetto. L'essere e le perfezioni sono analogici quanto al modo di possesso.
g possiede eminentemente, senza ricevere; r possiede partecipatamente, in
quanto riceve e dipende. L'analogia non rende equivoco il predicato: impedisce
invece di trasferire senza residui il modo creaturale al modo assoluto.

FORMALE

D16. ModoEminente(P,x) =def P(x) AND NOT Ricevuto(x,P).

D17. ModoPartecipato(P,x) =def P(x) AND Ricevuto(x,P).

D18. Univoco(P) =def ForAll x,y ((P(x) AND P(y)) -> StessoModo(P,x,y)).

D19. Analogico(P) =def NOT Univoco(P).

A15. ForAll r (r in SortR -> Exists P (Analogico(P) AND P(g) AND P(r) AND
     ModoEminente(P,g) AND ModoPartecipato(P,r))).

RN. OggettoDiAttributo(g,P) -> (ImplicataDaFondamento(P) OR Analogico(P)).

Commento. RN è una disciplina epistemica: non autorizza a inferire su g
qualunque predicato dalla sua causalità. Richiede che un'attribuzione sia
necessariamente implicata dagli attributi fondamentali o usata soltanto in
senso analogico.

9. INTELLIGIBILITA' E LOGOS

Il collegamento fra SortA e SortR è l'intelligibilità. La creatura non è
una parte di g e g non diventa una componente del relativo. Il relativo è
intelligibile perché' ha forma, ordine e fondazione. L'ordine creato è
pertanto conoscibile senza che l'essenza di g diventi un oggetto posseduto.

FORMALE

D20. Fonda(g,r) =def Ground(g,r) AND ExNihilo(r).

D21. Intelligibile(r) =def Exists F (FormaLogo(F) AND Informa(F,r) AND Fonda(g,r)).

A16. ForAll r (r in SortR -> Intelligibile(r)).

T8. ForAll r (r in SortR -> Fonda(g,r)).

DIMOSTRAZIONE DI T8

(1) r in SortR.                                               [ipotesi]
(2) Crea(g,r).                                                [1, A9]
(3) Ground(g,r) AND ProduzioneExNihilo(g,r).                  [2, D7]
(4) ExNihilo(r).                                              [1, A8]
(5) Ground(g,r) AND ExNihilo(r).                              [3,4]
(6) Fonda(g,r).                                               [5, D20]
(7) ForAll r (r in SortR -> Fonda(g,r)).                      [1-6, UG]

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PARTE III - PENSABILITA', APOFATISMO E PERSONA
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10. PENSABILITA' SENZA CREAZIONE

La creatura razionale può prendere g e SortA come oggetti del pensiero. Ma
un oggetto intenzionale non e' prodotto dal soggetto che lo pensa. Inoltre,
non ogni creatura razionale pensa g in atto in ogni momento. La tesi universale
riguarda la capacità naturale di rivolgersi a g, non l'esercizio ininterrotto
di tale atto.

FORMALE

D22. Pensa(r,o) =def r ha o come oggetto intenzionale in atto.

D23. Capace(r,phi) =def r ha struttura razionale idonea a realizzare phi in
     condizioni appropriate.

D24. PensatoDa(o,r) =def Pensa(r,o).

A17. ForAll r ((r in SortR AND Razionale(r)) -> Capace(r,Pensa(r,g))).

A18. ForAll r ((r in SortR AND Razionale(r)) -> Capace(r,Pensa(r,SortA))).

A19. ForAll r (r in SortR -> NOT Crea(r,g)).

A20. ForAll r (r in SortR -> NOT Crea(r,SortA)).

T9. ForAll r ((r in SortR AND Razionale(r)) ->
    (Capace(r,Pensa(r,g)) AND NOT Crea(r,g))).

DIMOSTRAZIONE DI T9

(1) r in SortR AND Razionale(r).                              [ipotesi]
(2) Capace(r,Pensa(r,g)).                                     [1, A17]
(3) NOT Crea(r,g).                                            [1, A19]
(4) Capace(r,Pensa(r,g)) AND NOT Crea(r,g).                   [2,3]
(5) ForAll r ((r in SortR AND Razionale(r)) ->
    (Capace(r,Pensa(r,g)) AND NOT Crea(r,g))).                 [1-4, UG]

T10. ForAll r ((r in SortR AND Razionale(r)) ->
    (Capace(r,Pensa(r,SortA)) AND NOT Crea(r,SortA))).

DIMOSTRAZIONE DI T10

(1) r in SortR AND Razionale(r).                              [ipotesi]
(2) Capace(r,Pensa(r,SortA)).                                 [1, A18]
(3) NOT Crea(r,SortA).                                        [1, A20]
(4) Capace(r,Pensa(r,SortA)) AND NOT Crea(r,SortA).           [2,3]
(5) ForAll r ((r in SortR AND Razionale(r)) ->
    (Capace(r,Pensa(r,SortA)) AND NOT Crea(r,SortA))).         [1-4, UG]

11. SCIENTIA QUIA E LIMITE APOFATICO

La creatura può conoscere che g e', che fonda il relativo e che possiede le
attribuzioni minime consentite dal sistema. Non può invece comprendere che
cosa g sia nella sua essenza intrinseca mediante una rappresentazione adeguata.
La prima conoscenza e' scientia quia; la seconda e' scientia quid.

FORMALE

D25. ScientiaQuia(r,g) =def r conosce che g esiste e fonda r senza possedere
     una rappresentazione esaustiva di Essenza(g).

D26. ScientiaQuid(r,g) =def r possiede una rappresentazione adeguata di Essenza(g).

A21. ForAll r (r in SortR -> NOT ScientiaQuid(r,g)).

A22. ForAll r ((r in SortR AND Razionale(r)) -> Capace(r,ScientiaQuia(r,g))).

B8. ForAll r,P (Assertabile(P(Fonda(g,r))) -> NOT ScientiaQuid(r,g)).

T11. ForAll r ((r in SortR AND Razionale(r)) ->
    (Capace(r,ScientiaQuia(r,g)) AND NOT ScientiaQuid(r,g))).

DIMOSTRAZIONE DI T11

(1) r in SortR AND Razionale(r).                              [ipotesi]
(2) Capace(r,ScientiaQuia(r,g)).                              [1, A22]
(3) NOT ScientiaQuid(r,g).                                    [1, A21]
(4) Capace(r,ScientiaQuia(r,g)) AND NOT ScientiaQuid(r,g).    [2,3]
(5) ForAll r ((r in SortR AND Razionale(r)) ->
    (Capace(r,ScientiaQuia(r,g)) AND NOT ScientiaQuid(r,g))).  [1-4, UG]

Commento. B8 non dice che la creatura non sappia nulla di g. Dice che una
proprietà osservabile o dimostrabile della relazione di fondazione non si
converte in visione adeguata dell'essenza divina.

12. PERSONA, SUPPOSITUM E INCOMUNICABILITA'

La persona e' il soggetto ultimo dell'atto di esistere. Non è un frammento
comunicabile a un altro soggetto. g e' persona nel modo dell'Aeternitas; le
creature razionali sono persone nel modo partecipato della loro sussistenza.
L'incomunicabilità non e' isolamento psicologico, ma non-condivisione del
medesimo atto individuale di esistere.

FORMALE

D27. Suppositum(x) =def x e' soggetto ultimo del proprio atto di esistenza.

D28. Persona(x) =def Suppositum(x) AND NaturaRazionale(x).

A23. Suppositum(g) AND NaturaRazionale(g).

A24. ForAll r (r in SortR -> Suppositum(r)).

A25. ForAll r (r in SortR -> (Umano(r) OR Angelo(r) OR Demone(r)) -> NaturaRazionale(r)).

T12. Persona(g).

DIMOSTRAZIONE DI T12

(1) Suppositum(g) AND NaturaRazionale(g).                     [A23]
(2) Persona(g).                                                [1, D28]

T13. ForAll r (r in SortR -> Persona(r)).

DIMOSTRAZIONE DI T13

(1) r in SortR.                                                [ipotesi]
(2) Suppositum(r).                                             [1, A24]
(3) Umano(r) OR Angelo(r) OR Demone(r).                        [1, AX-CHIUSURA-R]
(4) NaturaRazionale(r).                                        [1,3, A25]
(5) Persona(r).                                                [2,4, D28]
(6) ForAll r (r in SortR -> Persona(r)).                       [1-5, UG]

AX-PROPRIO-ESSE. ForAll r1,r2,n,w ((r1 in SortR AND r2 in SortR AND r1 != r2)
-> Esistenza(r1,n,w) != Esistenza(r2,n,w)).

Commento. AX-PROPRIO-ESSE e' un assioma di individuazione ontologica. Non è
derivato dalla logica dell'identità, ma precisa che ciascun supposto creato
possiede un proprio atto individuale e non condivide il medesimo token di
esistenza con un altro.

13. INDIVIDUAZIONE UMANA E SPIRITUALE

Gli umani sono molti nella medesima specie e differiscono materialmente.
Angeli e demoni, essendo immateriali nell'impianto del sistema, differiscono
formalmente. Tale differenza non fa di essi assoluti: essi ricevono l'essere,
dipendono da g e restano creature.

FORMALE

INDIV-UMANO. ForAll x,y ((Umano(x) AND Umano(y) AND x != y) ->
Exists m,m' (PrincipioMateriale(m,x) AND PrincipioMateriale(m',y) AND m != m')).

INDIV-SPIRITUALE. ForAll x,y (((Angelo(x) OR Demone(x)) AND
(Angelo(y) OR Demone(y)) AND x != y) -> Exists P (P(x) AND NOT P(y))).

B9. ForAll P,y ((DeterminaRicevuta(P,y) AND y in SortR) -> Dep(y,P)).

Commento. B9 restringe il bridge di dipendenza. Una differenza formale fra
creature spirituali non è automaticamente una determinazione esterna che
annulla la loro identità. Solo una determinazione ricevuta nel senso rilevante
per l'aseità implica dipendenza. Questa restrizione impedisce di estendere
il ragionamento contro due assoluti alla pluralita' degli angeli.

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PARTE IV - ANTROPOLOGIA, MORTE E COMPIMENTO
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14. L'UOMO COME UNITA' SOSTANZIALE

L'uomo non è anima e corpo come due sostanze complete associate. E' un solo
ente composto da principio materiale e principio formale. La persona umana è
il tutto vivente. Perciò la morte non e' la liberazione naturale di una
seconda persona già compiuta, ma la dissoluzione dell'unità sostanziale.

FORMALE

D29. Hylemorfico(x) =def Exists m,f (PrincipioMateriale(m,x) AND
     PrincipioFormale(f,x) AND UnitaSostanziale(x,m,f)).

A26. ForAll x (Umano(x) -> x in SortR).

A27. ForAll x (Umano(x) -> Hylemorfico(x)).

A28. ForAll x (Umano(x) -> NOT EsistonoDueSostanzeCompleteIn(x)).

A29. ForAll x (Persona(x) AND Umano(x) -> Exists m,f UnitaSostanziale(x,m,f)).

15. MORTE E SOSPENSIONE

La morte dissolve l'organizzazione materiale del composto umano. Il principio
formale persiste, ma come principio incompleto, non come un uomo completo e
non come una seconda sostanza personale autosufficiente. Il +1 temporale della
persona umana in quanto composto materiale termina; fino al compimento, la
forma persiste nel regime di sospensione.

FORMALE

D30. Morte(x) =def DissoluzioneDellOrganizzazioneMateriale(x) AND
     Exists f (PrincipioFormale(f,x) AND SussisteFormaIncompleta(f,x,0)).

D31. SussisteFormaIncompleta(f,x,n) =def PrincipioFormale(f,x) AND
     NOT SostanzaCompleta(f) AND Persiste(f,n).

D32. Sospensione(f) =def M(f)=Sosp AND PersistenzaFormale(f) AND
     NonCompletezzaMateriale(f).

A30. ForAll x,f ((Umano(x) AND PrincipioFormale(f,x) AND Morte(x) AND
     NOT Apocalisse) -> M(f)=Sosp).

B10. ForAll x (DissoluzioneDellOrganizzazioneMateriale(x) ->
     NOT SussisteComeUmanoNelTempus(x)).

T14. ForAll x (Umano(x) AND Morte(x) -> NOT SussisteComeUmanoNelTempus(x)).

DIMOSTRAZIONE DI T14

(1) Umano(x) AND Morte(x).                                    [ipotesi]
(2) DissoluzioneDellOrganizzazioneMateriale(x).               [1, D30]
(3) NOT SussisteComeUmanoNelTempus(x).                        [2, B10]
(4) ForAll x (Umano(x) AND Morte(x) -> NOT SussisteComeUmanoNelTempus(x)). [UG]

Commento. B10 e' il bridge ilemorfico necessario: l'unità sostanziale umana
richiede l'organizzazione materiale. Il sistema non deduce da B10
l'annientamento della forma, ma soltanto la cessazione dell'uomo completo nel
Tempus.

16. APOCALISSE, RISURREZIONE E AEVUM

L'apocalisse è il compimento del modo temporale. La risurrezione è
ricostituzione dell'unità sostanziale mediante il medesimo principio formale
e una nuova attualizzazione materiale. L'identità personale del risorto non
viene ridotta alla somiglianza: e' assunta come continuita' metafisica primitiva.

FORMALE

D33. Apocalisse =def CompimentoDelModoTemporale.

D34. Ricostituzione(x',x) =def PrincipioFormale(x)=PrincipioFormale(x') AND
     NuovaMateria(x') AND UnitaSostanziale(x',PrincipioFormale(x'),NuovaMateria(x')).

D35. IdentitaPersonale(x',x) =def ContinuitaFormale(x',x) AND RicostituzioneMateriale(x',x).

AX-ID-PERS. ForAll x,x',f ((PrincipioFormale(f,x) AND PrincipioFormale(f,x') AND
Ricostituzione(x',x)) -> IdentitaPersonale(x',x)).

A31. ForAll x ((Umano(x) AND Morte(x) AND Apocalisse) -> Exists x'
     (Ricostituzione(x',x) AND IdentitaPersonale(x',x))).

D36. ModoDiSussistenza(x)=Aevum =def NOT M(x)=Tempus AND
     NOT M(x)=Aeternitas AND NOT M(x)=Sosp.

D37. PassaTA(r,w_Aevum) =def r entra nel regime escatologico compiuto.

A32. ForAll r ((r in SortR AND PassaTA(r,w_Aevum)) ->
     (ModoDiSussistenza(r)=Aevum AND NOT Corruttibile(r))).

T15. ForAll r ((r in SortR AND PassaTA(r,w_Aevum)) -> r != g).

DIMOSTRAZIONE DI T15

(1) r in SortR AND PassaTA(r,w_Aevum).                        [ipotesi]
(2) ModoDiSussistenza(r)=Aevum.                               [1, A32]
(3) M(g)=Aeternitas.                                          [T7]
(4) Aevum != Aeternitas.                                      [D36]
(5) r != g.                                                   [2-4, sostitutivita' di =L]
(6) ForAll r ((r in SortR AND PassaTA(r,w_Aevum)) -> r != g). [UG]

Commento. L'Aevum non è un terzo sort. E' un regime del relativo. La creatura
risorta non diviene g, perché' l'incorruttibilità creaturale non è l'atto
eterno e non ricevuto dell'assoluto.

17. BIPOLARITA' ESCATOLOGICA

Nel compimento la creatura conserva la propria distinzione e la propria
responsabilità. Il sistema esprime l'esito come comunione compiuta o
privazione. Non offre qui una soluzione della grounding objection relativa
alla libertà e alla scienza media: tale questione richiederebbe assiomi
ulteriori sulle verità controfattuali della libertà.

FORMALE

D38. Fulfill(r,g) =def r possiede il compimento nella relazione con g.

D39. Priv(r,g) =def r e' privo del compimento nella relazione con g.

A33. ForAll r ((r in SortR AND PassaTA(r,w_Aevum)) ->
     (Fulfill(r,g) XOR Priv(r,g))).

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PARTE V - REGIONI, CHIUSURA E STATUTO METATEORICO
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18. REGIONI ONTOLOGICHE

Le regioni finali non sono tre sostanze dello stesso rango. La regione
assoluta contiene g; le regioni temporale e aeviternale sono modi in cui
si trova SortR. La sospensione e' uno stato intermedio e non una nuova specie
di sostanza.

FORMALE

D40. RegioneAssoluta =def SortA.

D41. RegioneTemporale =def {r | r in SortR AND M(r,w0)=InfSucc}.

D42. RegioneSospesa =def {f | M(f)=Sosp}.

D43. RegioneAevum =def {r | r in SortR AND ModoDiSussistenza(r)=Aevum}.

T16. RegioneAssoluta ∩ RegioneTemporale = vuoto.

DIMOSTRAZIONE DI T16

(1) x in RegioneAssoluta -> x in SortA.                       [D40]
(2) x in RegioneTemporale -> x in SortR.                      [D41]
(3) x in SortA AND x in SortR -> contraddizione.              [A4]
(4) RegioneAssoluta ∩ RegioneTemporale = vuoto.               [1-3]

T17. RegioneAssoluta ∩ RegioneAevum = vuoto.

DIMOSTRAZIONE DI T17

(1) x in RegioneAssoluta -> x in SortA.                       [D40]
(2) x in RegioneAevum -> x in SortR.                          [D43]
(3) x in SortA AND x in SortR -> contraddizione.              [A4]
(4) RegioneAssoluta ∩ RegioneAevum = vuoto.                   [1-3]

19. GERARCHIA DI DIPENDENZA

La gerarchia non e' una graduatoria psicologica o morale: è l'ordine nel
quale l'essere creato dipende dal fondamento ultimo. Tutti gli enti di SortR
dipendono da g; g non dipende da alcun altro.

FORMALE

D44. GerarchiaDipendenza(x,y) =def Dep(x,y).

T18. ForAll r (r in SortR -> GerarchiaDipendenza(r,g)).

DIMOSTRAZIONE DI T18

(1) r in SortR.                                               [ipotesi]
(2) Dep(r,g).                                                 [1, T5]
(3) GerarchiaDipendenza(r,g).                                 [2, D44]
(4) ForAll r (r in SortR -> GerarchiaDipendenza(r,g)).        [1-3, UG]

T19. NOT GerarchiaDipendenza(g,_).

DIMOSTRAZIONE DI T19

(1) CandidatoAssoluto(g).                                    [D6]
(2) NOT Dep(g,_).                                             [1, D1]
(3) NOT GerarchiaDipendenza(g,_).                             [2, D44]

20. CHIUSURA DEL DOMINIO

La teoria adotta una chiusura metodologica e interna: per gli scopi del
sistema, le sole sostanze considerate sono g, umani, angeli e demoni. Questa
non equivale a una dimostrazione ontologica che nessun'altra entità sia
possibile. Essa limita il vocabolario e il dominio interpretativo della teoria.

FORMALE

AX-CHIUSURA-INTERNA. ForAll x ((E(x) AND Sostanza(x)) ->
     (x =L g OR Umano(x) OR Angelo(x) OR Demone(x))).

AX-CHIUSURA-R. ForAll r (r in SortR -> (Umano(r) OR Angelo(r) OR Demone(r))).

Commento. AX-CHIUSURA-INTERNA è una chiusura ontologica interna al modello,
non una confutazione metateorica di possibili teorie con ulteriori enti. Per
un modello del sistema, nessun'altra sostanza è ammessa; fuori dal sistema,
non si pretende di aver dimostrato l'impossibilità assoluta di ogni ulteriore
categoria concepibile.

21. COERENZA E COMPLETEZZA QUALIFICATA

Non è lecito porre semplicemente 'il sistema è coerente' o 'il sistema è
completo come assiomi object-level. Tali frasi riguardano la teoria stessa,
non gli enti di cui la teoria parla. Il sistema formula dunque una tesi
metateorica piu' sobria.

META-C1. Se esiste un modello che soddisfa insieme il calcolo prescelto e gli
assiomi A1-A33, B1-B10 e AX-CHIUSURA-INTERNA, allora il sistema è coerente
in senso relativo a quel modello.

META-C2. Il sistema è espositivamente completo rispetto alle tesi che dichiara
di assumere: identifica definizioni, assiomi, bridge, teoremi e punti primitivi.
Non si afferma completezza semantica o sintattica assoluta della logica del
secondo ordine.

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TEOREMA FINALE
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T-FINALE. ForAll x (E(x) -> ((x =L g OR x in SortR) AND
  ModoCompatibile(x) AND OrdinatoSecondoFondazione(x))).

D45. ModoCompatibile(x) =def (x =L g -> M(x)=Aeternitas) AND
     (x in SortR -> (M(x,w0)=InfSucc OR M(x)=Sosp OR ModoDiSussistenza(x)=Aevum)).

D46. OrdinatoSecondoFondazione(x) =def (x =L g -> NOT Dep(g,_)) AND
     (x in SortR -> Dep(x,g)).

DIMOSTRAZIONE DI T-FINALE

(1) E(x).                                                     [ipotesi]
(2) x in SortA XOR x in SortR.                                [1, A4]
(3) x in SortA -> x =L g.                                     [T2]
(4) x =L g OR x in SortR.                                     [2,3]
(5) x =L g -> M(x)=Aeternitas.                                [T7, sostitutivita']
(6) x in SortR -> Dep(x,g).                                   [T5]
(7) x =L g -> NOT Dep(g,_).                                   [D1,D6]
(8) ModoCompatibile(x) AND OrdinatoSecondoFondazione(x).      [A12,A14,A30,A32,D45,D46]
(9) (x =L g OR x in SortR) AND ModoCompatibile(x) AND
    OrdinatoSecondoFondazione(x).                              [4,8]
(10) ForAll x (E(x) -> ((x =L g OR x in SortR) AND
    ModoCompatibile(x) AND OrdinatoSecondoFondazione(x))).     [1-9, UG]

CONCLUSIONE

SortA e' inizialmente definito mediante aseità e necessità, ma T1 e A2 consentono di designarne l'unico membro come
g. g non è creato; SortR riceve l'essere da g ex nihilo; le cause seconde
sono reali ma subordinate; il legame tra i sort è l'intelligibilità.

Le creature razionali possono pensare g e SortA senza produrli e possono
conoscerli secondo scientia quia, non scientia quid. L'uomo è una sola
sostanza ilemorfica; con la morte l'unità materiale si dissolve e il principio
formale sussiste in sospensione; al compimento la persona è ricostituita
nell'Aevum senza diventare Aeternitas. Le assunzioni non dedotte sono state
mantenute visibili come assiomi, bridge o tesi metateoriche. 

 

adriano53s