GLOBALIZZAZIONE LIBERISTICO-ECONOMICA

----- Original Message -----

From: Adriano53s@hotmail.com
To: public@carlopelanda.com
Sent: Friday, May 04, 2001 12:36 PM
Subject: sovranitÓ e ricchezza

Non sono un  intellettuale e non ho possiedo la capacitÓ di influenzare la politica, la cultura
ed il mercato. Della globalizzazione (sto leggendo" sovranitÓ e ricchezza") mi sono fatto alcune ideee personali, concentrate in un romanzo che cerco di allegarvi (in caso contrario lo potrete leggere gratis sul sito:
http://utenti.tripod.it/rivoltaglobale/index.htm( Super eva che ospitava il sito, precedentemente, lo ha chiuso. A mio parere Ŕ stato fatto chiudere. Cosa Ŕ accaduto l'ho descritto su una pagina del sito.)
Aspetto una risposta positiva o negativa che sia. Ma dalle poche pagine lette, di lÓ del modo di procedere logico e realistico, non condivido il valore e la giustizia del capitalismo liberistico. Tra le righe del romanzo capirete.
adriano53s@hotmail.com
nb: pubblicer˛ sempre nel sito le risposte ed il confronto.
grazie

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RISPOSTA

Grazie, non sono d'accordo, ma scrive molto bene. TroverÓ il suo pezzo, nel mio sito, su esperienze in The unedited. Carlo Pelanda

http://www.carlopelanda.com/

NUOVO MESSAGGIO

 La ringrazio per non avermi censurato, il che dimostra cle lei Ŕ davvero un  intellettuale, un ricercatore di veritÓ. Peccato il non riuscire a farle conprendere che da un punto di vista strettamente filosofico il liberismo Ŕ  un assolutismo ideologico. Sono certo che il valore dell'uomo e dell'umanitÓ  non abbia prezzo e, che, per tale motivo, non si possa affidare la storia  umana alla logica economica: la logica economica deve servire l'uomo, non viceversa. Mi chiedo e le chiedo: quando, ad esempio, lo Zambia potrÓ competere con armi uguali sul mercato della globalizzazione...la risposta certa Ŕ:mai! Ed Ŕ anche il motivo per cui la remissione del debito Ŕ inutile; il motivo per il quale i piani di rientro decisi dal FMI ed altri non ottengono risultati positivi. Non poi per caso che l'assenza di stato sociale negli stati uniti, con la conseguente necessitÓ dei cittadini di risparmiare e di investire in azioni che abbiano una tot resa l'anno, abbia generato la necessitÓ di globalizzare? Dove investire in modo sicuro se non nei beni di prima  necessitÓ, specie derivati dalle privatizzazioni? cordialitÓ.

RISPOSTA

 ----- Original Message ----- From: "Adriano53s s" <adriano53s@hotmail.com> To: <pelanda@easynet.it> Sent: Monday, May 07, 2001 11:34

Potrebbe essere sorpreso se leggesse due miei libri recenti in italiano: Lo Stato della crescita (2000) e SovranitÓ e ricchezza, come riempire il vuoto politico della globalizzazione, scritto con Paolo savona (2001), ambedue per i tipi di Sperling & Kupfer. Suo Carlo Pelanda