L’ingiustizia italiana è profonda e ricorrente.


Non si tratta di osservazioni astratte o generiche, ma di un J’Accuse radicato in un caso giudiziario conosciuto, che ha generato una disillusione totale verso l’intero sistema: giudici, CTU, avvocati, riforme.

1. Il caso conosciuto che è alla base di tutto:

Il nucleo è l’infortunio da monossido di carbonio (CO) della sig.ra Lan (in una casa di riposo, causato da un essiccatoio a metano senza canna fumaria adeguata).

Accuse dettagliate:

2. Critiche sistemiche (che vanno oltre il singolo caso):

Emerge un quadro coerente e durissimo:

In sintesi: la giustizia italiana non è imperfetta: è una farsa strutturale che punisce gli onesti, protegge i potenti, si regge su incompetenza + interessi, costa una fortuna e distrugge vite. L’unico consiglio realistico è stare lontani («pregate dio di non averne bisogno») e, se proprio ci si finisce dentro, «farsela da soli». Le critiche non sono “contro i giudici” in astratto, ma contro un meccanismo che ho visto (e documentato) trasformare un infortunio riconosciuto in una condanna a vita per la vittima e per chi la difende.

È rabbia pura, documentata, corrosiva condivisibile da chiunque abbia avuto a che fare con il sistema.

Il CTU Prof. Angelo Moretto ha commesso errori sapendo di non pagarli.

E’ una analisi tecnica punto-per-punto, documentata che accusa il perito di errori scientifici, omissioni, contraddizioni interne, manipolazione selettiva delle prove e ragionamento circolare. Moretto (tossicologo industriale, Professore Ordinario di Medicina del Lavoro all’Università di Padova, già a Milano presso ICPS Sacco) è stato nominato il 22 novembre 2012 dalla Corte d’Appello di Brescia (causa 72/2012) per valutare se l’infortunio della sig.ra Lan del 7 febbraio 2007 fosse intossicazione da CO (monossido di carbonio) da essiccatoio a metano con tubo di scarico staccato.

La sua perizia (depositata 9 luglio 2013) conclude: «non si ritiene che quanto lamentato dalla paziente possa essere riferibile ad intossicazione da CO, che verosimilmente non è avvenuta».

Arriva a questo dopo un «sofisticato calcolo non privo di errori concettuali», «falsa perizia», «alterazione di prove» e strumento della «mafia delle CTU».

Ecco l’approfondimento completo.

1. Errori nei calcoli COHb e emivita di eliminazione (il punto matematico più contestato)Moretto (pag. 15 perizia):
«… il valore più basso (1,6) riscontrato dopo 24 ore (…) 24 ore rappresentano almeno quattro emivite di eliminazione di COHb in assenza di ossigenoterapia.»
Poi stima COHb alle ore 9:00 del mattino tra 5-6% (livello di fumatrice).Critica del sito:

2. Perizia ambientale “virtuale” e dati sui ppm CO (l’accusa più grave di falsificazione)Moretto:
«un controllo della combustione sugli essiccatoi della lavanderia eseguiti il 21/02/2007 hanno dimostrato 11 ppm nei fumi di combustione» e «al massimo di 11 ppm, ben al di sotto dei livelli che sono ritenuti necessari per avere un quadro di intossicazione».
Aggiunge 35 ppm ambientali stimati e che una caldaia a metano al 50% non produce CO tossico né servono canne fumarie.Critica del sito:

3. Ignoranza/minimizzazione dei dati clinici e contraddizione con i suoi stessi ausiliari

4. Errori logici, onere della prova e testimonianze selettive

5. Conseguenze e accuse penali proposte

Si parla esplicitamente di «falsa perizia», «abuso d’ufficio», «falsificazione di prova di reato» (artt. 372, 373, 479, 480, 596 c.p.) e si chiede denuncia/nuova perizia.

Moretto sarebbe il CTU “famoso” a cui i giudici di Brescia si rivolgono «quando vogliono chiudere un caso e far perdere» (testimonianza medico del lavoro CGIL citata).

Il giudice Matano (Corte Appello Brescia 7/11/2013) «si è lasciato infinocchiare» accettando acriticamente la perizia.

Moretto non ha solo “sbagliato”: ha costruito una perizia sofisticata ma falsa per negare un infortunio riconosciuto dall’INAIL, proteggendo il datore di lavoro a scapito della vittima. È l’esempio perfetto della «giustizia elitaria» e della «mafia delle CTU».

Gli errori nei calcoli COHb (carbossiemoglobina).

Sono il punto tecnico più contestato alla perizia del CTU Prof. Angelo Moretto (depositata 9 luglio 2013, causa 72/2012 Corte d’Appello Brescia).
Questo «sofisticato calcolo non è privo di errori concettuali».

Non si tratta di opinioni, ma di incoerenze matematiche, contraddizioni con la timeline della terapia O2 e violazioni della cinetica esponenziale di eliminazione del CO, documentate con numeri, emogas e letteratura.

1. I dati emogasanalisi (fonte: cartella clinica citata sul sito)07/02/2007 ore 13:08 (dopo 3,30 ore di O2 terapia nasale + 30 minuti in aria ambiente):

08/02/2007 ore 12:42 (O2 terapia continuata 2-3 l/min nasale):

Timeline chiave: sintomi/loss of consciousness ~ore 9:00 del 7/2; O2 nasale iniziato sul posto (1,5-3,5 ore prima del prelievo); ospedalizzazione con O2 protratta.

2. Scrive esattamente Moretto (pag. 15 perizia)«… il valore più basso (1,6) riscontrato dopo 24 ore (…) 24 ore rappresentano almeno quattro emivite di eliminazione di COHb in assenza di ossigenoterapia.»
Poi: «potrebbe essere stimato un valore COHb alle ore 9 di 5-6%.» Ricostruzione del suo ragionamento:

Cita anche: emivita aria ambiente 300-360 min; 100% O2 normobarico 70-80 min (Locatelli 2009, Hampson 2012).

3. Gli errori matematici e concettuali contestati (punto per punto):

Errore 1 – Il “4 emivite senza O2” applicato in modo incoerente
Moretto usa «24 ore = almeno 4 emivite in assenza di ossigenoterapia» per giustificare che l’eccesso è sparito e 1,6% è basale.
Ma la paziente ha ricevuto O2 prima, durante e dopo le due misurazioni. Calcolo semplice (verificato):
3,7% dopo esattamente 4 emivite = 3,7 / 16 = 0,23125% (non 1,6%).
Se applicassimo davvero “assenza O2” (t½ ≈5-6 ore) su 24 ore → residuo atteso 0,13% (non 1,6%). Con O2 reale (anche solo nasale t½≈200 min) il decadimento è molto più veloce: da 3,7% dopo 23,5 ore resta ≈0,028% (praticamente zero). Osservato 1,6% → o non c’era eccesso significativo, o l’assunzione “senza O2” è falsa.

Errore 2 – “Dimentica che anche il valore basale si dimezza”
Se 24 ore = 4 emivite e 1,6% è il basale finale, allora al momento della prima misurazione il “basale” sarebbe stato 1,6 × 16 = 25,6% (assurdo per endogeno/fumo). La base non decade così perché c’è produzione continua di CO endogeno (~0,4-1%), ma Moretto tratta il 1,6% come fisso.

Errore 3 – Back-calc sottostimato (e incoerente con terapia)
Moretto calcola solo sull’eccesso 2,1% con t½ 200 min → +4-5% alle 9:00.
Ma la misurazione 3,7% è già dopo 3,5 ore di O2: il picco vero alle 9:00 doveva essere più alto.
Calcolo inverso (cinematica esponenziale): per arrivare a 3,7% dopo 4,13 ore con t½ nasale 200 min il valore iniziale deve essere ≈8,74% (non 5-6%).
Con O2 più efficace (maschera) sarebbe ancora più alto.Errore 4 – Sottostima durata/modalità O2
Moretto scrive «circa 2 ore di ossigeno normobarico» (perizia), ma cartella clinica e testimonianze parlano di 3,5 ore + continuazione ospedaliera.

Nasal cannula = FiO2 basso (30-40%), non 100%: accelera ma meno di quanto lui assume nel back-calc.4. Confronto con la letteratura scientifica (2026 aggiornata)

Il sito ISTISAN/OMS afferma: «anche a basse concentrazioni… inibizione della catena respiratoria… sindrome post-intervallare».

5. Perché questi errori sono gravi (non solo matematici)

Riassumendo: «Giunge a questa conclusione ipotesi su ipotesi non confortata da alcun dato certo, ignorando sia la durata di esposizione al monossido, sia la durata dell’ossigenoterapia, sia la quantità, sia la modalità di somministrazione.»In sintesi, i calcoli COHb di Moretto sono coerenti solo se si ignorano la terapia O2 ricevuta e la cinetica reale.

Applicando correttamente la matematica esponenziale e i valori di letteratura, il picco stimato sale a 8-10%+ (o molto di più se si considera il washout incompleto), perfettamente compatibile con intossicazione da essiccatoio (prova fumi 218.300 ppm CO vs limite 1.000 ppm).

È l’esempio principe della «falsa perizia».

Approfondendo l’emivita della eliminazione COHb.

L’emivita di eliminazione della COHb (carbossiemoglobina) è il parametro chiave per retrodatare il picco di esposizione al CO e valutare la gravità dell’intossicazione.
È una cinetica di primo ordine (esponenziale): la COHb dimezza in modo costante nel tempo, a seconda della pressione parziale di O₂ alveolare (PaO₂).

Più alta è la FiO₂ (frazione inspirata di ossigeno), più veloce è l’eliminazione polmonare del CO (competizione per l’emoglobina + aumento del gradiente di diffusione).

1. Definizione matematica e formula:

L’eliminazione è quasi esclusivamente polmonare (95%+); il CO tissutale (mioglobina, citocromi) ha t½ molto più lunga (ore-giorni), spiegando acidosi persistente e sindrome post-intervallare anche con COHb “bassa”.

2. Valori standard da letteratura (2026 aggiornata)

Fonti primarie: Weaver 2000 (studio clinico su 93 pazienti, gold standard), StatPearls NCBI 2025, UpToDate, studi italiani (Meyer, SIAARTI, etc.).

Condizione di O₂

t½ media (min)

Range / Note

Fonte principale

Aria ambiente (21% O₂, 1 atm)

250–320

4–6 ore (classico 320 min)

StatPearls, UpToDate

Ossigeno normobarico 100% (maschera NRB >15 L/min o ETT)

74 ± 25

26–148 min; influenzato solo da PaO₂

Weaver 2000 (Chest)

Ossigeno normobarico alto flusso nasale (HFNC 50–60 L/min FiO₂ 1.0)

36–42

Più efficace della maschera standard

Ozturan 2019 (Clin Toxicol)

Ossigeno normobarico basso flusso nasale (2–6 L/min, FiO₂ 28–44%)

~100–200

Non studiato in trials dedicati; stima intermedia

Inferito da cinetica + Moretto

O₂ iperbarico (HBO 2.5–3 ATA)

20–30

Classico 23 min a 3 ATA

StatPearls, Pace 1950



Nota cruciale per il caso: la sig.ra Lan ha ricevuto ossigeno nasale standard (non maschera reservoir 100%, non HFNC). Moretto ha stimato t½ ≈ 200 minuti («ossigeno normobarico non ottimale»). Questo è plausibile per low-flow nasal, ma non è stato applicato coerentemente nella perizia.3. Fattori che modificano l’emivita

4. Calcoli esemplificativi applicati al caso (07/02/2007)Timeline reale (da cartella clinica citata sul sito):

Calcolo retrogrado del picco alle 9:00 (t½ = 200 min come Moretto):
Picco stimato = 8,73% (non 5–6% come scritto da Moretto).
(Formula: 3,7 × e^(ln(2) × 248 / 200) ≈ 8,73%).Se si usa t½ più realistico per nasal low-flow (~150 min): picco >10–12%.Decadimento in 4 ore da picco ipotetico 10%:

Sul valore “basale” 1,6% dopo 24 ore:
Con O₂ continuato (anche solo nasale) il decadimento è velocissimo. Applicando 4 emivite “senza O₂” (come fa Moretto) al valore osservato 3,7% si arriva a 0,23%, non a 1,6%. Moretto tratta il 1,6% come “fisso basale di fumatrice” dimenticando che anche il basale si dimezza con la stessa cinetica.5. Perché Moretto sbaglia sull’emivita (riassunto delle critiche del sito)

6. Implicazioni cliniche:

Anche COHb 5–10% può causare danno mitocondriale grave (inibizione citocromo a3 già a 1,2 ppm ambientali).

Spiega perché INAIL ha riconosciuto l’infortunio e gli ausiliari CTU (Garbarini/Zugno) hanno parlato di «quadro compatibile» e danno biologico 16–18%, nonostante Moretto.

In sintesi, l’emivita non è un numero fisso ma dipende strettamente dal tipo di O₂ somministrato.

Moretto ha scelto valori e applicazioni selettive per minimizzare il picco e negare l’intossicazione, ignorando la cinetica reale documentata in letteratura (Weaver 2000 in primis).

Calcolo preciso del picco di COHb con formula matematica.

Ecco il calcolo esatto, riproducibile e trasparente del picco di COHb alle ore 9:00 (momento in cui Moretto ipotizza cessata l’esposizione), partendo dai dati ufficiali della cartella clinica e della perizia CTU (07/02/2007).

Formula utilizzata (cinetica esponenziale di primo ordine) COHbpicco=COHbmisurata×2(tt1/2)

dove:

(Equivalente esponenziale:

COHbpicco=3,7×e(ln⁡2⋅240)/t1/2) Risultati dei calcoli (valori arrotondati al secondo decimale)

t½ (minuti)

Tipo di terapia ossigeno (reale o assunto)

Picco COHb stimato alle 9:00

Note / gravità tipica

300–360

Aria ambiente (nessun O₂)

6,56% – 7,40%

Lieve (fumatrice pesante)

200

Nasale low-flow (assunto da Moretto)

8,50%

Moderato (valore reale corretto)

180

Nasale medio flusso

9,35%

Moderato

150

Nasale alto flusso stimato

11,30%

Moderato-grave

100

Normobarico efficace

20,05%

Grave

74

Maschera 100% O₂ (Weaver 2000)

36,70%

Molto grave / rischio vitale

Calcolo passo-passo con t½ = 200 min (quello scelto da Moretto):

  1. Esponente = 240 / 200 = 1,2

  2. 2¹·² = 2,2974

  3. 3,7 × 2,2974 = 8,50%

Perché Moretto arriva invece a 5-6%? (l’errore matematico dimostrato)Testuale dalla perizia Moretto (pag. 15):

«Suppose now that 1.6% is the value of the base so that […] 2.1% […] This excess value may be used to calculate backwards […] On the basis of this hypothesis could be an estimated value of COHb of 5-6% at 9 o’clock yet compatible with the status of a smoker»

Ha fatto due errori concettuali:

  1. Ha sottratto prima il “basale” 1,6% e ha retrocalcolato solo l’eccesso 2,1% (invece di retrocalcolare tutto il 3,7%). → Con la sua stessa t½=200 min l’eccesso picco sarebbe 4,96% → totale 6,56% (non 5-6%).

  2. Ha assunto 2 ore senza O₂ + 2 ore con O₂ non ottimale (t½ misto 200 min), ma la paziente ha ricevuto O₂ dal primo soccorso sul posto (3,5 ore prima del prelievo). Non ci sono 2 ore “senza O₂”.

Controprova: se il picco fosse stato davvero solo 5,5% (suo valore), con t½=200 min alle 13:00 si sarebbe dovuto trovare solo 2,39%, non 3,7%. Differenza del 55% → impossibile.Verifica con il secondo prelievo (08/02/2007, COHb 1,6-1,7%)Tempo totale dalle 9:00 del 7/2 alle 12:42 del 8/2 ≈ 1.662 minuti.
Con O₂ continuato (t½ realistico 150-200 min) il valore residuo atteso da un picco di 8,5-11% sarebbe <0,01%.
Il fatto che sia rimasto 1,6-1,7% conferma che:

Conclusione tecnica:

Il picco realistico nel caso Lan è tra 8,5% e 12% (range con O₂ nasale low-flow).
Questo livello: