L’ingiustizia italiana è profonda e ricorrente.
Non si tratta di osservazioni astratte o generiche, ma di un J’Accuse radicato in un caso giudiziario conosciuto, che ha generato una disillusione totale verso l’intero sistema: giudici, CTU, avvocati, riforme.
1. Il caso conosciuto che è alla base di tutto:
Il nucleo è l’infortunio da monossido di carbonio (CO) della sig.ra Lan (in una casa di riposo, causato da un essiccatoio a metano senza canna fumaria adeguata).
INAIL ha riconosciuto l’infortunio sul lavoro (sentenza passata in giudicato).
I tribunali civili (primo grado a Bergamo, appello Brescia 2013, Cassazione) lo hanno invece negato per il risarcimento danni → “oltre al danno la beffa”.
Accuse dettagliate:
CTU
Prof. Angelo Moretto (Università degli Studi di Milano): accusato
di errori gravissimi nei calcoli (COHb, emivita di eliminazione), di
aver ignorato dati clinici evidenti (ipossia tissutale, acidosi
metabolica, prolasso mitralico della paziente, saturazione O2 bassa
anche dopo ore di ossigenoterapia), di non aver fatto una vera
perizia ambientale e di aver “scritto cazzate” sapendo che i
giudici non leggono gli atti. Il CTU avrebbe protetto il datore di
lavoro/industria.
Citazione dal sito: «Il CTU Prof. Angelo
Moretto ed il CTP Dott. Pani concordano che non è possibile
risalire alla quantità di COHb… Ciò nonostante il CTU si
sbilancia nell’affermazione che non c’è stata una
intossicazione… dopo un sofisticato calcolo non privo di errori
concettuali».
Giudici nominati:
Dr.ssa Monica Bertoncini (Bergamo): «nessuno aveva sentito odore di gas metano» → quindi nessun infortunio (senza aver ordinato perizia ambientale).
Dr. Antonio Matano (Corte d’Appello Brescia, sezione lavoro, 7 novembre 2013, con pres. Antonella Nuovo): «si è lasciato infinocchiato dal famoso CTU Angelo Moretto». Verdetto negativo nonostante INAIL.
2. Critiche sistemiche (che vanno oltre il singolo caso):
Emerge un quadro coerente e durissimo:
Giudici
ignoranti e non indipendenti:
«I giudici non sono
indipendenti: essendo ignoranti della materia che stanno giudicando
ricorrono al giudizio esterno di pseudo intelligenti esperti
chiamati CTU e CTP. In realtà il giudizio dipende dalle persone\
personalità in causa.»
«Anche di fronte alla evidenza,
giudici fedeli ai CTU, scelgono di sbagliare.»
I CTU “famosi”
firmano lavori dei loro studenti; i giudici delegano perché non
capiscono.
Corruzione/direzionamento
di fatto:
«Beato te che credi nella giustizia italuana. Io
ho prove che oltre che essere inutile è comprata e direzionata
nella sua conclusione.»
«Il libero convincimento e
l’affidamento della giustizia ai CTU ha causato troppe morti
incivili delle persone oneste.»
«La giustizia italiana…
segue la legge del più forte e delle conoscenze.»
«Perfetto
connubio tra disonestà e incompetenza… peggio della mafia.»
Costosa,
inutile e elitaria:
Le riforme (Cartabia, Nordio…) «È
solo amplificare il costo della giustizia, non fare
giustizia.»
«Ingiustizia elitaria» spacciata per «giusta
giustizia».
«Accettare che l’ingiustizia elitaria sia una
giusta giustizia, e se precipiti è colpa solo tua.»
Propone:
riduzione di due terzi degli stipendi di politici, giudici e
amministratori pubblici.
Frase
ricorrente e simbolo:
«Ecco a voi la giustizia italiana:
pregate dio di non averne bisogno.»
3. Tono, satira e proposta radicale:
Giustizia
perde la verginità e si prostituisce al miglior offerente, satira
con immagini fortissime:
«Affidarsi alla giustizia italiana è
come prendere il treno per Auschwitz sperando di incontrare il
GIUSTO che ti salvi… MA NON VOGLIO ESSERE COME GLI EBREI CHE
VENIVANO PORTATI AL MACELLO SENZA REAGIRE.»
«Vorrei scatenare
una rivolta contro i giudici disonesti, una rivolta contro i CTU
disonesti.»
Sezione satira sul sito: disegni, vignette, caricature della “casta dei giudici”, delle riforme, dei CTU.
Azioni concrete: pubblica tutto (atti, email inviate a giornali e istituzioni, silenzio ricevuto), ha già subito procedimenti penali per il contenuto del sito (Cassazione 2018), denuncia CTU, propone abolire l’albo dei CTU.
In sintesi: la giustizia italiana non è imperfetta: è una farsa strutturale che punisce gli onesti, protegge i potenti, si regge su incompetenza + interessi, costa una fortuna e distrugge vite. L’unico consiglio realistico è stare lontani («pregate dio di non averne bisogno») e, se proprio ci si finisce dentro, «farsela da soli». Le critiche non sono “contro i giudici” in astratto, ma contro un meccanismo che ho visto (e documentato) trasformare un infortunio riconosciuto in una condanna a vita per la vittima e per chi la difende.
È rabbia pura, documentata, corrosiva condivisibile da chiunque abbia avuto a che fare con il sistema.
Il CTU Prof. Angelo Moretto ha commesso errori sapendo di non pagarli.
E’ una analisi tecnica punto-per-punto, documentata che accusa il perito di errori scientifici, omissioni, contraddizioni interne, manipolazione selettiva delle prove e ragionamento circolare. Moretto (tossicologo industriale, Professore Ordinario di Medicina del Lavoro all’Università di Padova, già a Milano presso ICPS Sacco) è stato nominato il 22 novembre 2012 dalla Corte d’Appello di Brescia (causa 72/2012) per valutare se l’infortunio della sig.ra Lan del 7 febbraio 2007 fosse intossicazione da CO (monossido di carbonio) da essiccatoio a metano con tubo di scarico staccato.
La sua perizia (depositata 9 luglio 2013) conclude: «non si ritiene che quanto lamentato dalla paziente possa essere riferibile ad intossicazione da CO, che verosimilmente non è avvenuta».
Arriva a questo dopo un «sofisticato calcolo non privo di errori concettuali», «falsa perizia», «alterazione di prove» e strumento della «mafia delle CTU».
Ecco l’approfondimento completo.
1.
Errori nei calcoli COHb e emivita di eliminazione (il punto
matematico più contestato)Moretto (pag. 15 perizia):
«…
il valore più basso (1,6) riscontrato dopo 24 ore (…) 24 ore
rappresentano almeno quattro emivite di eliminazione di COHb in
assenza di ossigenoterapia.»
Poi stima COHb alle ore 9:00 del
mattino tra 5-6% (livello di fumatrice).Critica del sito:
Il valore 1,6% è preso come base, ma partendo da 3,7% misurato alle 13:08 (dopo terapia O2) dopo 4 emivite dovrebbe scendere a 0,23%, non restare alto. «Si dimentica che anche il valore basale si dimezza.»
Ignora completamente durata e modalità della terapia O2: la paziente ha fatto 3,5 ore di ossigeno normobarico + 30 min in aria ambiente prima del prelievo con COHb ancora 3,7% e saturazione O2 al 93,5% (normale 95-99%). Moretto parla di «circa 2 ore».
Emogas del giorno dopo: COHb 1,7%, emoglobina ossigenata 97,8%, ma ancora acidosi (BE -1,3).
Cita ISTISAN 04/23: in ipossia il CO si sposta nel compartimento extravascolare formando carbossimioglobina → ipossia cellulare mitocondriale.
2.
Perizia ambientale “virtuale” e dati sui ppm CO (l’accusa più
grave di falsificazione)Moretto:
«un controllo della
combustione sugli essiccatoi della lavanderia eseguiti il 21/02/2007
hanno dimostrato 11 ppm nei fumi di combustione» e «al massimo di
11 ppm, ben al di sotto dei livelli che sono ritenuti necessari per
avere un quadro di intossicazione».
Aggiunge 35 ppm ambientali
stimati e che una caldaia a metano al 50% non produce CO tossico né
servono canne fumarie.Critica del sito:
«Il dato di 11 ppm citato dal prof. Angelo Moretto è falso. Non esiste agli atti alcun documento tecnico che lo attesti.»
La prova fumi (tecnico Riello, allegata) mostra 218,3% (218.300 ppm) di CO nei fumi secchi dell’essiccatoio al 50,2% di rendimento (CENED). Limite UNI 10389 = 1.000 ppm, D.M. 60/02 = 25 ppm.
Perizia CENED (contrapposta): parametro 5,2% (anomalo) vs 7,6% di corretto funzionamento → «mancata combustione», «dispersione di gas nocivi (CO, NO, NO2, SO2, CO2, H2)», tubo collettore senza fascetta stringitubo e senza fissaggio a terra → distacco e sprigionamento in ambiente chiuso.
Moretto non ha fatto nessuna misurazione ambientale reale (volume stanza, ricambi aria, consumo metano). È una «CTU ambientale virtuale».
3. Ignoranza/minimizzazione dei dati clinici e contraddizione con i suoi stessi ausiliari
Acidosi
metabolica: Moretto: «Il dato relativo al deficit di bicarbonati
non è particolarmente rilevante… non deve essere
sopravvalutato».
CTP Dr. Ugo Pani e letteratura (Turner 1999):
BEecf -3,0 mmol/l (persistente -1,3) è segno di grave danno
tissutale mitocondriale, predittivo di sindrome post-intervallare e
necessità di ossigeno iperbarico.
Ipossia e prolasso mitralico: Emogas PaO2 88 mmHg, saturazione bassa dopo ore di O2. Moretto minimizza. Il sito ricorda che il prolasso mitralico + beta-bloccanti (Sotalex) aumenta vulnerabilità.
Ausiliari
CTU (Dott. Garbarini e Zugno, 19/6/2013): «Il quadro clinico in
esame può essere compatibile con l’ipotesi eziologica di una
intossicazione da monossido di carbonio»; «legame temporale»;
«alterazioni cognitive più compatibili con intossicazione da CO»;
danno biologico 16-18%; «nessun disturbo di personalità
pre-morboso»; sindrome post-intervallare possibile anche a 8
mesi.
Moretto ignora e conclude il contrario.
4. Errori logici, onere della prova e testimonianze selettive
Sposta l’onere della prova sulla vittima («finirebbe per precludere la prova di responsabilità…»). Violazione artt. 1218, 2050, 2697 c.c. e Cassazione (es. 12103/09: il datore deve provare misure di sicurezza).
Testimoni «nessun odore di gas»: tutti arrivati dopo la riparazione del tubo. Ignorata deposizione AS (forte odore di metano) e audio Ber («solita vampata di metano»).
Ignorata denuncia INAIL (passata in giudicato), cartella PS («dispersione di metano… perdita di coscienza»), UPG Arrigoni («percentuale monossido aumenta in ambiente poco areato»).
Nessuna diagnosi differenziale: «nessuna causa alternativa certa» per gliosi cerebrale, sintomi, acidosi.
5. Conseguenze e accuse penali proposte
Si parla esplicitamente di «falsa perizia», «abuso d’ufficio», «falsificazione di prova di reato» (artt. 372, 373, 479, 480, 596 c.p.) e si chiede denuncia/nuova perizia.
Moretto sarebbe il CTU “famoso” a cui i giudici di Brescia si rivolgono «quando vogliono chiudere un caso e far perdere» (testimonianza medico del lavoro CGIL citata).
Il giudice Matano (Corte Appello Brescia 7/11/2013) «si è lasciato infinocchiare» accettando acriticamente la perizia.
Moretto non ha solo “sbagliato”: ha costruito una perizia sofisticata ma falsa per negare un infortunio riconosciuto dall’INAIL, proteggendo il datore di lavoro a scapito della vittima. È l’esempio perfetto della «giustizia elitaria» e della «mafia delle CTU».
Gli errori nei calcoli COHb (carbossiemoglobina).
Sono
il punto tecnico più contestato alla
perizia del CTU Prof. Angelo Moretto (depositata 9 luglio 2013, causa
72/2012 Corte d’Appello Brescia).
Questo
«sofisticato calcolo non è
privo
di errori concettuali».
Non si tratta di opinioni, ma di incoerenze matematiche, contraddizioni con la timeline della terapia O2 e violazioni della cinetica esponenziale di eliminazione del CO, documentate con numeri, emogas e letteratura.
1. I dati emogasanalisi (fonte: cartella clinica citata sul sito)07/02/2007 ore 13:08 (dopo 3,30 ore di O2 terapia nasale + 30 minuti in aria ambiente):
COHb = 3,7%
Emoglobina ossigenata (O2 Hb) = 93,5% (valori normali 95-99% → ancora ipossia tissutale)
pO2 = 88,6 mmHg, BEecf = -3,0 mmol/l (acidosi metabolica)
08/02/2007 ore 12:42 (O2 terapia continuata 2-3 l/min nasale):
COHb = 1,6-1,7%
O2 Hb = 97,8% (o 95,7% in altra citazione)
Timeline chiave: sintomi/loss of consciousness ~ore 9:00 del 7/2; O2 nasale iniziato sul posto (1,5-3,5 ore prima del prelievo); ospedalizzazione con O2 protratta.
2.
Scrive esattamente Moretto (pag. 15 perizia)«… il valore più
basso (1,6) riscontrato dopo 24 ore (…) 24 ore rappresentano almeno
quattro emivite di eliminazione di COHb in assenza di
ossigenoterapia.»
Poi: «potrebbe essere stimato un valore COHb
alle ore 9 di 5-6%.» Ricostruzione del suo ragionamento:
Assume 1,6% = valore basale (fumatrice o normale; «non sappiamo quando ha fumato l’ultima sigaretta»).
Eccesso al 13:08 = 3,7 – 1,6 = 2,1%.
Per il back-calc verso le 9:00 (~4 ore prima) usa emivita intermedia 200 minuti (≈3,33 ore) perché O2 nasale («occhiali», non maschera 100%): «2 ore senza O2 + 2 ore con O2 non ottimale».
Arriva a 5-6% totale alle 9:00 → «compatibile con fumatrice», non intossicazione da essiccatoio.
Cita anche: emivita aria ambiente 300-360 min; 100% O2 normobarico 70-80 min (Locatelli 2009, Hampson 2012).
3. Gli errori matematici e concettuali contestati (punto per punto):
Errore
1 – Il “4 emivite senza O2” applicato in modo
incoerente
Moretto usa «24 ore = almeno 4 emivite in assenza di
ossigenoterapia» per giustificare che l’eccesso è sparito e 1,6%
è basale.
Ma la paziente ha ricevuto O2 prima, durante e dopo
le due misurazioni. Calcolo semplice (verificato):
3,7% dopo
esattamente 4 emivite = 3,7 / 16 = 0,23125% (non 1,6%).
Se
applicassimo davvero “assenza O2” (t½ ≈5-6 ore) su 24 ore →
residuo atteso 0,13% (non 1,6%). Con O2 reale (anche solo nasale
t½≈200 min) il decadimento è molto più veloce: da 3,7% dopo 23,5
ore resta ≈0,028% (praticamente zero). Osservato 1,6% → o non
c’era eccesso significativo, o l’assunzione “senza O2” è
falsa.
Errore
2 – “Dimentica che anche il valore basale si dimezza”
Se
24 ore = 4 emivite e 1,6% è il basale finale, allora al momento
della prima misurazione il “basale” sarebbe stato 1,6 × 16 =
25,6% (assurdo per endogeno/fumo). La base non decade così perché
c’è produzione continua di CO endogeno (~0,4-1%), ma Moretto
tratta il 1,6% come fisso.
Errore
3 – Back-calc sottostimato (e incoerente con terapia)
Moretto
calcola solo sull’eccesso 2,1% con t½ 200 min → +4-5% alle
9:00.
Ma la misurazione 3,7% è già dopo 3,5 ore di O2: il
picco vero alle 9:00 doveva essere più alto.
Calcolo inverso
(cinematica esponenziale): per arrivare a 3,7% dopo 4,13 ore con t½
nasale 200 min il valore iniziale deve essere ≈8,74% (non
5-6%).
Con O2 più efficace (maschera) sarebbe ancora più
alto.Errore 4 – Sottostima durata/modalità O2
Moretto scrive
«circa 2 ore di ossigeno normobarico» (perizia), ma cartella
clinica e testimonianze parlano di 3,5 ore + continuazione
ospedaliera.
Nasal cannula = FiO2 basso (30-40%), non 100%: accelera ma meno di quanto lui assume nel back-calc.4. Confronto con la letteratura scientifica (2026 aggiornata)
Aria ambiente: t½ COHb 4-6 ore (240-360 min) – StatPearls NCBI, UpToDate.
O2 normobarico 100% (maschera NRB/ETT): 74 ±25 min (range 26-148) – Weaver 2000 (Chest, 93 pazienti).
High-flow nasal cannula: ~37 min in alcuni studi recenti, ma low-flow come nel caso → più vicina a 150-200 min.
CO tissutale (mitocondri, mioglobina, citocromi): t½ molto più lungo → spiega acidosi persistente e sindrome post-intervallare anche con COHb “bassa” (ISTISAN 04/23 citato sul sito: inibizione citocromo a3 già a 1,2 ppm).
Il sito ISTISAN/OMS afferma: «anche a basse concentrazioni… inibizione della catena respiratoria… sindrome post-intervallare».
5. Perché questi errori sono gravi (non solo matematici)
Portano
Moretto a concludere «verosimilmente non è avvenuta»
intossicazione, nonostante:
– INAIL riconosciuta (passata in
giudicato).
– Ausiliari CTU (Garbarini, Zugno): quadro
«compatibile», legame temporale, danno biologico 16-18%.
–
Acidosi BE -3,0 (segno classico di danno mitocondriale da CO).
–
O2 Hb 93,5% dopo ore di terapia (ipossia persistente).
Riassumendo: «Giunge a questa conclusione ipotesi su ipotesi non confortata da alcun dato certo, ignorando sia la durata di esposizione al monossido, sia la durata dell’ossigenoterapia, sia la quantità, sia la modalità di somministrazione.»In sintesi, i calcoli COHb di Moretto sono coerenti solo se si ignorano la terapia O2 ricevuta e la cinetica reale.
Applicando correttamente la matematica esponenziale e i valori di letteratura, il picco stimato sale a 8-10%+ (o molto di più se si considera il washout incompleto), perfettamente compatibile con intossicazione da essiccatoio (prova fumi 218.300 ppm CO vs limite 1.000 ppm).
È l’esempio principe della «falsa perizia».
Approfondendo l’emivita della eliminazione COHb.
L’emivita
di eliminazione della COHb (carbossiemoglobina) è il parametro
chiave per retrodatare il picco di esposizione al CO e valutare la
gravità dell’intossicazione.
È una cinetica di primo ordine
(esponenziale): la COHb dimezza in modo costante nel tempo, a seconda
della pressione parziale di O₂ alveolare (PaO₂).
Più alta è la FiO₂ (frazione inspirata di ossigeno), più veloce è l’eliminazione polmonare del CO (competizione per l’emoglobina + aumento del gradiente di diffusione).
1. Definizione matematica e formula:
t½ = tempo per dimezzare la concentrazione (es. da 10% a 5%).
Formula: C(t) = C₀ × (½)^(t / t½) oppure C(t) = C₀ × e^(-kt) dove k = ln(2)/t½.
Per retrodatare il picco: C₀ = C(t) × e^(k×t) (t in minuti).
L’eliminazione è quasi esclusivamente polmonare (95%+); il CO tissutale (mioglobina, citocromi) ha t½ molto più lunga (ore-giorni), spiegando acidosi persistente e sindrome post-intervallare anche con COHb “bassa”.
2. Valori standard da letteratura (2026 aggiornata)
Fonti primarie: Weaver 2000 (studio clinico su 93 pazienti, gold standard), StatPearls NCBI 2025, UpToDate, studi italiani (Meyer, SIAARTI, etc.).
Condizione di O₂ |
t½ media (min) |
Range / Note |
Fonte principale |
|---|---|---|---|
Aria ambiente (21% O₂, 1 atm) |
250–320 |
4–6 ore (classico 320 min) |
StatPearls, UpToDate |
Ossigeno normobarico 100% (maschera NRB >15 L/min o ETT) |
74 ± 25 |
26–148 min; influenzato solo da PaO₂ |
Weaver 2000 (Chest) |
Ossigeno normobarico alto flusso nasale (HFNC 50–60 L/min FiO₂ 1.0) |
36–42 |
Più efficace della maschera standard |
Ozturan 2019 (Clin Toxicol) |
Ossigeno normobarico basso flusso nasale (2–6 L/min, FiO₂ 28–44%) |
~100–200 |
Non studiato in trials dedicati; stima intermedia |
Inferito da cinetica + Moretto |
O₂ iperbarico (HBO 2.5–3 ATA) |
20–30 |
Classico 23 min a 3 ATA |
StatPearls, Pace 1950 |
Nota cruciale per il caso: la sig.ra Lan ha ricevuto ossigeno nasale standard (non maschera reservoir 100%, non HFNC). Moretto ha stimato t½ ≈ 200 minuti («ossigeno normobarico non ottimale»). Questo è plausibile per low-flow nasal, ma non è stato applicato coerentemente nella perizia.3. Fattori che modificano l’emivita
PaO₂ alveolare (unico fattore statisticamente significativo nello studio Weaver: R²=0.19).
Ventilazione minuto, volume corrente, frequenza respiratoria.
Fumo attivo (aumenta baseline COHb endogeno ~1%).
Durata esposizione (bifasica: fase rapida di distribuzione + lenta di eliminazione).
Età, sesso, funzione polmonare: nessun effetto significativo (Weaver 2000).
4. Calcoli esemplificativi applicati al caso (07/02/2007)Timeline reale (da cartella clinica citata sul sito):
Esposizione/sintomi ~ ore 9:00.
O₂ nasale iniziato sul posto + in ambulanza.
Prelievo 1: ore 13:08 (≈ 4 ore e 8 min = 248 min dopo) → COHb 3,7% (dopo 3,5 ore O₂ + 30 min aria).
Prelievo 2: giorno dopo ore 12:42 (≈ 27,7 ore dopo) → COHb 1,6–1,7%.
Calcolo
retrogrado del picco alle 9:00 (t½ = 200 min come Moretto):
Picco
stimato = 8,73% (non 5–6% come scritto da Moretto).
(Formula:
3,7 × e^(ln(2) × 248 / 200) ≈ 8,73%).Se si usa t½ più
realistico per nasal low-flow (~150 min): picco >10–12%.Decadimento
in 4 ore da picco ipotetico 10%:
Aria ambiente (320 min): resta 5,95%.
NBO 100% maschera (74 min): resta 1,06%.
HBO (23 min): resta 0,01% (praticamente azzerato).
Sul
valore “basale” 1,6% dopo 24 ore:
Con O₂ continuato (anche
solo nasale) il decadimento è velocissimo. Applicando 4 emivite
“senza O₂” (come fa Moretto) al valore osservato 3,7% si arriva
a 0,23%, non a 1,6%. Moretto tratta il 1,6% come “fisso basale di
fumatrice” dimenticando che anche il basale si dimezza con la
stessa cinetica.5. Perché Moretto sbaglia sull’emivita (riassunto
delle critiche del sito)
Usa «circa 2 ore di O₂» invece delle reali 3,5+ ore.
Applica t½ “assenza O₂” per giustificare il 1,6% come basale, ma ignora che la paziente era in O₂ per tutto il periodo.
Non considera che il prelievo 3,7% è già depurato da ore di terapia → il picco vero doveva essere molto più alto.
Ignora ISTISAN/letteratura sul CO tissutale (emivita lunga → acidosi metabolica BE -3,0 persistente anche con COHb bassa).
Conclusione «5–6% compatibile con fumatrice» è matematicamente incoerente con i suoi stessi numeri.
6. Implicazioni cliniche:
Anche COHb 5–10% può causare danno mitocondriale grave (inibizione citocromo a3 già a 1,2 ppm ambientali).
Spiega perché INAIL ha riconosciuto l’infortunio e gli ausiliari CTU (Garbarini/Zugno) hanno parlato di «quadro compatibile» e danno biologico 16–18%, nonostante Moretto.
In sintesi, l’emivita non è un numero fisso ma dipende strettamente dal tipo di O₂ somministrato.
Moretto ha scelto valori e applicazioni selettive per minimizzare il picco e negare l’intossicazione, ignorando la cinetica reale documentata in letteratura (Weaver 2000 in primis).
Calcolo preciso del picco di COHb con formula matematica.
Ecco il calcolo esatto, riproducibile e trasparente del picco di COHb alle ore 9:00 (momento in cui Moretto ipotizza cessata l’esposizione), partendo dai dati ufficiali della cartella clinica e della perizia CTU (07/02/2007).
Formula utilizzata (cinetica esponenziale di primo ordine) COHbpicco=COHbmisurata×2(tt1/2)
dove:
COHbmisurata=3,7%
(prelievo alle 13:00 del 07/02/2007, dopo 3 ore e 30 minuti di O₂ nasale + 30 minuti in aria ambiente)
t=
tempo trascorso = 240 minuti (4 ore esatte, come scrive testualmente Moretto: «4 hours before, or at 9 o’clock»)
t1/2=
emivita di eliminazione in minuti
(Equivalente esponenziale:
COHbpicco=3,7×e(ln2⋅240)/t1/2) Risultati dei calcoli (valori arrotondati al secondo decimale)
t½ (minuti) |
Tipo di terapia ossigeno (reale o assunto) |
Picco COHb stimato alle 9:00 |
Note / gravità tipica |
|---|---|---|---|
300–360 |
Aria ambiente (nessun O₂) |
6,56% – 7,40% |
Lieve (fumatrice pesante) |
200 |
Nasale low-flow (assunto da Moretto) |
8,50% |
Moderato (valore reale corretto) |
180 |
Nasale medio flusso |
9,35% |
Moderato |
150 |
Nasale alto flusso stimato |
11,30% |
Moderato-grave |
100 |
Normobarico efficace |
20,05% |
Grave |
74 |
Maschera 100% O₂ (Weaver 2000) |
36,70% |
Molto grave / rischio vitale |
Calcolo passo-passo con t½ = 200 min (quello scelto da Moretto):
Esponente = 240 / 200 = 1,2
2¹·² = 2,2974
3,7 × 2,2974 = 8,50%
Perché Moretto arriva invece a 5-6%? (l’errore matematico dimostrato)Testuale dalla perizia Moretto (pag. 15):
«Suppose now that 1.6% is the value of the base so that […] 2.1% […] This excess value may be used to calculate backwards […] On the basis of this hypothesis could be an estimated value of COHb of 5-6% at 9 o’clock yet compatible with the status of a smoker»
Ha fatto due errori concettuali:
Ha sottratto prima il “basale” 1,6% e ha retrocalcolato solo l’eccesso 2,1% (invece di retrocalcolare tutto il 3,7%). → Con la sua stessa t½=200 min l’eccesso picco sarebbe 4,96% → totale 6,56% (non 5-6%).
Ha assunto 2 ore senza O₂ + 2 ore con O₂ non ottimale (t½ misto 200 min), ma la paziente ha ricevuto O₂ dal primo soccorso sul posto (3,5 ore prima del prelievo). Non ci sono 2 ore “senza O₂”.
Controprova:
se il picco fosse stato davvero solo 5,5% (suo valore), con t½=200
min alle 13:00 si sarebbe dovuto trovare solo 2,39%, non 3,7%.
Differenza del 55% → impossibile.Verifica con il secondo prelievo
(08/02/2007, COHb 1,6-1,7%)Tempo totale dalle 9:00 del 7/2 alle 12:42
del 8/2 ≈ 1.662 minuti.
Con O₂ continuato (t½ realistico
150-200 min) il valore residuo atteso da un picco di 8,5-11% sarebbe
<0,01%.
Il fatto che sia rimasto 1,6-1,7% conferma che:
il “basale” non è fisso (Moretto lo tratta come costante);
c’è produzione endogena continua di CO (~0,4-1%/die);
l’acidosi metabolica persistente (BE -3,0 → -1,3) è dovuta al CO tissutale (emivita giorni, non ore).
Conclusione tecnica:
Il
picco realistico nel caso Lan è tra 8,5% e 12% (range con O₂
nasale low-flow).
Questo livello:
spiega perdita di coscienza, ipossia tissutale (O₂ Hb 93,5%), acidosi, prolasso mitralico aggravato;
è perfettamente compatibile con l’infortunio INAIL riconosciuto;
è incompatibile con la conclusione di Moretto («verosimilmente non è avvenuta»).